Lohengrin alla Scala

LohengrinLohengrin e il tabù del nome
di Roberta Pedrotti

MILANO – Nel racconto biblico della Genesi, Dio affida il creato all’uomo delegandogli la scelta del nome di tutti gli animali; i faraoni egiziani erano noti con il nome ufficiale d’intronizzazione, mentre quello autentico, privato era tenuto rigorosamente segreto; Faust chiama per nome gli spiriti, e nella scienza alchemica questo gli dà il potere di dominarli ; nel finale di Turandot il Principe finora ignoto proclama “Il mio nome e la vita insiem ti dono!”; oggi, infine, perfino il perfido Voldemort di Harry Potter è detto semplicemente “Colui che non deve essere nominato”, e la sua originaria identità di Tom Riddle è segreto per pochi iniziati. Il nome rappresenta in ogni tempo e in ogni cultura, nel mito e nella fiaba, l’equivalente magico dell’essenza, possederlo conferisce un potere assoluto su di essa e il suo potere evocativo è pertanto oggetto di tabù come ogni sete di conoscenza che travalichi i limiti imposti all’umano dal sovrumano, che varchi il confine fra naturale e sovrannaturale. LEGGI IL SEGUITO A QUESTO LINK

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