Thaïs in CD

Thaïs perfetta diretta da Viotti

recensione di Roberta Pedrotti

Dvd_UnGiornoDiRegnoJules  Massenet – Thaïs
Mei, Pertusi, Joyner – direttore Marcello Viotti
Venezia, Teatro la Fenice, novembre 2002 – 2 CD Dynamic, CDS 739/1-2, 2012
Qualche anno fa era uscito, sempre per Dynamic il Dvd di questa produzione di Thaïs, che si avvaleva   di una messa in scena di Pierluigi Pizzi particolarmente ispirata nel restituire con estrema eleganza e linearità un esotismo liberty che comporterebbe un altissimo rischio di kitsch. L’esecuzione musicale non era meno rilevante e merita attenzione, oggi, l’ascolto dell’agile cofanetto Cd appena uscito.Il primo pensiero è dovuto alla memoria di Marcello Viotti, scomparso prematuramente appena cinquantenne solo tre anni dopo. Una direzione tanto fine quanto teatrale la sua, vibrante e tesa, capace di rendere gli aromi mistici e sensuali di quest’opera di Massenet e di restituirla come capolavoro del suo tempo, non come balocco scintillante e morboso per la borghesia che si accalcava nei palchi scordando per qualche ora traffici d’affari e intrighi politici della Troisième République. Basterebbe ascoltare il quartetto «Il est jeune! Il est beau!» e il suo incalzante procedere verso il festino di Nicias per comprendere una vitalità non priva di ironia, tuttavia dipanata con gusto sorvegliatissimo e fine sensibilità. Gli abbandoni e i languori non s’invischiano nella melassa o nel facile effetto, tutt’altro: Viotti lascia scoprire come pochi un partitura raffinatissima e le imprime un’incisività drammatica ed emotiva intrigante e avvincente, ricca di mordente. Una direzione perfetta, che trova perfetta rispondenza nell’intelligenza e nella duttilità belcantista dei due protagonisti. Anche alle prese con una parte schiettamente baritonale come quella di Athanael, Michele Pertusi impressiona per il controllo assoluto dell’emissione e la musicalità impareggiabile, per la sua capacità di penetrare nelle più intime fibre il tormento del monaco lacerato dalla tentazione, esaltato dal proprio proposito di conversione – coronato peraltro da pieno successo, portando la cortigiana alla santità – come a negare a sé stesso le pulsioni nutrite fin dall’adolescenza per la splendida Thaïs e l’invidia per il gaudente amico Nicias. Vuole estirpare il peccato che vede in Thaïs perché in essa vede specchiata una parte di sé, un peccato di cui si è condannato, ma al quale finirà per cedere negando l’esistenza stessa di quel Cielo cui si era votato. È assolutamente impressionante il misto di ascesi, ispirazione, esaltazione e carnalità con cui Pertusi sussurra, innalza o morde ogni parola, ogni frammentaria, tormentata melodia prestata da Massenet all’inquieto cenobita. Il cammino più lineare dell’eroina eponima, dalle sinuose seduzioni delle orge alessandrine, alla riflessione sulla fugacità dei piaceri mondani e alla trasfigurazione finale, offre una splendida occasione di ammirare il timbro delicato e madreperlaceo di Eva Mei, il suo canto raffinato che incarna alla perfezione l’animo dell’idole fragile di Alessandria. Gli scatti nervosi, quasi isterici, accrescono il fascino del melos incantatore di Thaïs, di quell’intima stanchezza ora sensuale ora mistica che caratterizza il suo canto nella carne e nello spirito. L’opera poggia su Athanael e Thaïs, il resto è una cornice, e con Pertusi e Mei diretti da Viotti il risultato non può che essere d’altissimo livello, lontano da divismi lussureggianti e concentrato sul cuore dialettico dei personaggi e della musica. La cornice è comunque più che degna, con un William Joyner affidabile Nicias, Christine Buffle ed Elodie Méchain brillanti e ammiccanti Crobyle e Myrtale, Anna Simiech Charmeuse precisa ed espressiva nei suoi melismi, Tiziana Carraro severa Albine ed Enrico Masiero come servo di Nicias. In stato di grazia i complessi della Fenice, compreso il violino solista di Roberto Baraldi. In audio o in video, un’edizione da conoscere per apprezzare appieno questo gioiello della produzione massenetiana, anche nonostante il taglio dei balletti del secondo atto.

Pubblicata il 15 aprile 2013 da Gli amici della musica

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