La Partenope di Vinci diretta da Florio con Prina e Schiavo: prima assoluta in CD e DVD

Partenope di Vinci in CD e DVD

recensione di Roberta Pedrotti

130502_00_Dvd_LaPartenopeLeonardo Vinci  La Partenope
Prina, Schiavo, Ercolano, Tufano, Ferrari, De Santos. Per gli intermezzi (solo in Dvd): De Vittorio, Quiza
Direttore Antonio Florio, regia Gustavo Tambascio – Murcia, aprile/maggio 2011
2 CD Dynamic CDS 686/1-2, 2012 – 2 DVD Dynamic 33686, 2012 

Doppia uscita in prima assoluta per il recupero moderno della Partenope di Leonardo Vinci: ne vale la pena perché se da un lato ci si concentrerà sul puro ascolto dell’opera, dall’altro si avrà diretta testimonianza della sua realizzazione teatrale. Una realizzazione volutamente archeologica, di quelle che faranno la gioia dei melomani tradizionalisti, che nella loro staticità e stilizzazione non offriranno particolari stimoli di vitalità teatrale a un occhio moderno, ma troveranno sempre una giustificazione nel recupero del meraviglioso barocco attraverso immagini e soluzioni suggestive, iconografia e macchinari d’epoca. I costumi sono sfarzosi al limite dell’eccesso, con ampi panier, ricami, merletti, pennacchi, sete e broccati; le scene dipinte accuratamente ricostruite e spesso affascinanti; la gestualità e le coreografie sono studiate al dettaglio con ammirevole dedizione alla dilatazione temporale e all’antinaturalismo di questo teatro. Se anche l’azione non risulterà sempre coinvolgente, il progetto di questa riproposta  può dirsi in buona parte riuscito. D’altra parte lo stesso libretto della Partenope – scritto da Silvio Stampiglia per celebrare il regno di Napoli dalla mitologica fondazione e articolato fra i soliti pretesti di intrecci amorosi, travestimenti, battaglie fino all’esito pacifico con ricomposizione delle coppie – non pare offrire in effetti particolari stimoli d’approfondimento psicologico o drammaturgico e legittima, piuttosto, una visione puramente estetica che, ricostruendo la partitura, ne ricostruisca anche l’antica visione teatrale. Una maggiore creatività è riservata agli intermezzi,che essendo perduti nell’originale vinciano sono tratti da quelli di Domenico Sarro per la sua Partenope (1722), opera che Vinci, suo stretto collaboratore, aveva riadattato per Roma (1724) prima di rimusicarla autonomamente – e con il nuovo titolo, meno connotato geograficamente, di Rosmira fedele – per Venezia (1725).
I brani di Sarro sono rivisitati dal regista Gustavo Tambascio nel testo e musicalmente, con la perizia del filologo specialista, da Antonio Florio; interpretati dal baritenore Borja Quiza e dal tenore (se può bastare questa catalogazione per un eclettico cantante attore) Giuseppe De Vittorio en travesti, intercalano gli atti del dramma serio con studiato gioco di richiami e ironie fra realtà storica e intreccio melodrammatico, fra allusioni e parodie alle arie, al soggetto e alla viceregina di Napoli dedicataria della prima versione del libretto (1699, musica di Luigi Mancia). Presumibilmente proprio per la differenza d’autore e la vivida teatralità si è preferito non inserire anche nel CD gli intermezzi, che avrebbero esteso il cofanetto da due a tre dischi.
La Partenope, o Rosmira fedele, di Vinci è un perfetto esempio di scuola napoletana trapiantata nella laguna, cristallina nella sua struttura formale per numeri chiusi e arie tripartite nei quali la rappresentazione degli affetti è sì sublimata in una sorta di astrazione, ma innervata da un calore espressivo, da una vitalità ritmica e melodica che lo rende non un prodotto d’alta routine, ma un gioiello d’altissima qualità, un magnifico esempio di un mondo musicale ricchissimo e caleidoscopico, di cui oggi non conosciamo che una minima parte. Eppure molto di Handel o Vivaldi non potrebbe essere ben compreso senza il confronto con Vinci, Sarro o Porpora, senza valutare i rapporti di reciproche influenze o, viceversa, le diverse correnti, mode, stili.
La morbidezza, il calore, i colori e l’intensità espressiva di cui è capace Antonio Florio sono certo fra i migliori vettori contemporanei dell’arte di Vinci e il cast presenta almeno due punte di diamante in Sonia Prina nel ruolo eponimo di Partenope e Maria Grazia Schiavo come eponima alternativa Rosmira, parte creata dalla grande Faustina Bordoni (non ancora Hasse). Entrambe si distinguono per la somma consapevolezza stilistica, la sicurezza tecnica e la proprietà espressiva attraverso le quali le arie di Vinci tornano a brillare e ammaliare, senza mai trascurare peraltro i recitativi, motore dell’azione, causa drammatica dell’assolo e non mero riempitivo fra affetti e virtuosismi. Brava anche Maria Ercolano, che se non raggiunge sempre i medesimi livelli d’eccellenza, interpreta con disinvoltura tutte le sue arie e conferisce il giusto rilievo al conteso Arsace. Efficace pure Eufemia Tufano quale Emilio, pretendente e aggressivo confinante di Partenope alla maniera di Iarba con Didone. Più debole Stefano Ferrari, dall’emissione opaca e ingolfata, come Armindo e funzionale Charles Do Santos nella piccola parte di Ormonte. Le riprese audio e video e le note di copertina firmate dal curatore dell’edizione critica Dinko Fabris sono si qualità e suggellano un documento prezioso per tutti gli amanti del barocco.

Pubblicato da Gli amici della musica il 14 maggio 2013

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