Lo studente, il sovrintendente e altre storie bolognesi

Lo studente e il sovrintendente

e5536-_mg_5098_prattPrologo Quando assisto ai concerti sinfonici cerco di spostarmi dal mio posto in accredito per stare vicina al mio compagno, che ha in abbonamento per la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna proprio la poltrona dietro quella del sovrintendente. Questi spesso e volentieri si intrattiene con i vicini commentando gli spettacoli e discutendo di teatro e musica e giovedì offre gentilmente anche il posto accanto al suo a una nostra amica in modo da poterci scambiare e tenere unita la coppia. Poi ci racconta l’impegnativa giornata fra appuntamenti istituzionali e nell’intervallo si congeda spiegando che è molto stanco e la mattina dopo avrà altre riunioni importanti.

Riprendendo posto dopo la pausa, con la testa bionda di Rita non vediamo davanti a noi la bonaria autorità argentea del Sovrintendente, ma una nuvoletta di riccioli neri appena post adolescenziali. A., si è innamorato di Wagner ascoltando Radio3 e desiderava ardentemente assistere almeno alla seconda parte del concerto, tutta a Bayreuth e dintorni, ma era arrivato in ritardo, a biglietteria già chiusa. Niente biglietto, ma un consiglio: attendere nell’intervallo qualche eventuale defezionario che ceda il proprio tagliando al giovinotto per permettergli di accedere in sala.

A. ferma “un signore distinto” [già un dubbio] che effettivamente “non sarebbe rientrato, perché molto stanco” [il dubbio si fa certezza], ma “non ha un biglietto da cedere” perché è “il sovrintendente del teatro” [cosa avevo detto?] e quindi gli chiede se sia uno studente, lo accompagna dentro, lo presenta alla maschera e lo fa accomodare al suo posto. Siegfried Idyll, i due preludi del Lohengrin, Ouverture e Baccanale del Tannhäuser, preludio dei Meistersinger). Ottima esecuzione. A., al settimo cielo, ci racconta anche che sogna di trovare i biglietti per Bayreuth, ma la cosa è praticamente impossibile, trattandosi di anni di liste d’attesa. Noi conosciamo però un habitué del Colle e forse potrà intercettare i biglietti di qualche rinunciatario (ovviamente al puro prezzo di costo).

Non credo che A. dimenticherà questa serata

Il collezionista e il musicologo

e5536-_mg_5098_prattC’era una volta un signore che aveva consacrato la sua vita a un sommo compositore, e raccolse, raccolse cimeli d’ogni tipo, fino a trasformare la sua casa in un museo, un santuario. Era come se il sommo compositore vivesse ancora lì, a casa del collezionista. Tutti gli studiosi e gli appassionati sapevano che se esisteva un documento, una lettera, un contratto, un appunto, sarebbe passato per le sue mani. Mentre il collezionista divenuto studioso lavorava con grandi professori per catalogare e pubblicare lettere, cedette anche a riordinare tutto il materiale prezioso e inedito sulla cantante moglie del sommo compositore, e scrisse un’immensa preziosissima biografia. Un musicologo importante lo invitò a presentare il libro nella sua università e si fece un bell’incontro, con musica e interventi interessanti. Alla fine il collezionista prese la borsa che aveva con sé, una borsa di carta, di quelle che danno nei negozi, ed estrasse tre volumi ingialliti ma ben tenuti. Li porse al professore e disse che era un regalo per la biblioteca dell’Università: l’edizione originale della prima biografia storica del sommo compositore. Ho visto il professore arrossire, gli occhi lucidi lucidi, commosso.

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