Attila in DVD dalla Bulgaria

Anastassov & Anastassov insieme a Sofia

recensione di Roberta Pedrotti
DVD AttilaG. Verdi
Attila

O. Anastasov, V. Anastasov, R. Nikolaeva, D. Damyanov
direttore Alessandro Sangiorgi
regia Plamen Kartaloff
Orchestra e coro dell’Oper Nazionale di Sofia
Fortezza di Tsaverets – Veliko Tarnovo, Bulgaria
29 luglio – 7 agosto 2011

DVD Dynamic 33732, 2012

Giova di tanto in tanto volgere lo sguardo fuori dai patri confini e dai grandi circuiti operistici per scoprire cosa avviene anche su piazze meno battute da critici, melomani itineranti, divi nostrani e internazionali. Questa produzione, però, presenta nel ruolo eponimo un cantante ben noto al nostro pubblico, Orlin Anastasov, e al suo fianco due nomi che destano subito curiosità, come quello del di lui fratello Ventseslav e, soprattutto, del soprano Radostina Nikolaeva, che in Italia ha vinto concorsi ma sta intraprendendo ora la carriera, circoscritta ad oggi per lo più alla Bulgaria, dopo essere stata Norma in alternanza con Mariella Devia a Bologna.
Certo, per valutare le loro prestazioni dobbiamo considerare che si tratta di una rappresentazione all’aperto, collocata fra le suggestive vestigia della fortezza di Veliko Tarnovo, già capitale dell’Impero bulgaro nel medioevo e nel XIX secolo. La cittadella antica è un vero gioiello, il colpo d’occhio sulla rocca di grande effetto e il regista Plamen Kartaloff – responsabile anche delle riprese video – punta giustamente su studiati giochi di luce, fra ombre, fiaccole, fumi e bagliori che fanno intuire una serata di grande impegno e coinvolgimento visivo con esiti non disprezzabili nonostante i mezzi esigui che si traducono in costumi atemporali non sempre felicissimi per il nostro gusto e in un’azione schematica, come spesso avviene nelle produzioni all’aperto. Anche i complessi dell’Opera di Sofia non brillano, specie il Coro.
Il contesto trasuda entusiasmo e grande impegno, testimonia un amore verace per Verdi e l’opera italiana (la ripresa viene dalla trasmissione per la Tv bulgara), in questo senso si tratta di un bel documento che ci fa scoprire anche le attrattive storiche della Bulgaria, ma non possiamo non tener conto delle sue peculiarità e dei limiti oggettivi nella valutazione dei cantanti. Chi emerge è comunque proprio l’Odabella della Nikolaeva, tipica vocalità torrenziale dell’Est, timbro pieno ed estensione sicura, un tantino goffa nella coloratura, ma in grado di modulare in modo più che attendibile anche “Oh! nel fuggente nuvolo”. Lo stile si gioverebbe di un buon bagno in Arno, ma l’artista è senza dubbio interessante. Sempre perfetto per physique du role, condottiero imponente dai penetranti occhi azzurri, Orlin Anastasov conferma però tutte le perplessità che aveva destato con il suo Attila alla Scala pochi mesi prima: gravi deboli, centri ingolati, giro irrisolto all’acuto, fraseggio sbrigativo (qualche imprecisione ritmica sua e del fratello si può condonare per difficoltà dovute allo spazio). Non rimpiangiamo comunque che sia stato lui a intraprendere una carriera internazionale e a esibirsi con frequenza nei nostri teatri, perché Ventseslav denuncia un’emissione fissa, con difficoltà musicali e di emissione che pregiudicano – insieme con la recitazione statica – il ritratto del generale romano Ezio. Bisogna riconoscere a tutti, però, anche a chi ha meno frequentato il nostro Paese, una dizione sostanzialmente buona, a tratti ottima e una precisa scansione del testo (anche se non sempre la parola scenica pare realmente interiorizzata, non sarebbe stato giusto accostarsi a questo dvd con troppe pretese in questo senso). Emblematica in tal senso è la prova del Foresto di Daniel Damyanov, che sembra aver studiato a fondo, perfino ricalcato l’incisione di Bergonzi con Gardelli (pare addirittura di sentire la tipica S dell’artista di Busseto), ma alla fine l’imitazione è di superficie, e manca soprattutto, al di là di qualche incrinatura negli acuti, il senso del legato e della vera musicalità all’italiana. Anche il Leone di Dimitar Stanchev, basso profondo impressionante, sembra più che altro intonare le frasi di Fafner. Uldino è Plamen Papazikov.
Difficile giudicare la direzione di Alessandro Sangiorgi, che si prodiga per far quadrare i conti con maestranze non eccelse, in un titolo che si presume non di loro repertorio e in uno spazio non convenzionale. Le imprecisioni sono tante, la scelta dei tempi comunque pare equilibrata.
Un dvd per chi sia curioso di vedere come va in scena Verdi nella fortezza medievale dell’antica capitale bulgara, per chi desideri una testimonianza di uno degli interpreti più assidui oggi di Attila e dei grandi ruoli per basso del pieno ‘800, per chi sia intrigato dall’idea di vederlo condividere la scena con il fratello baritono, per chi voglia conoscere la voce di Radostina Nikolaeva. Proprio quest’ultima, per quanto imperfetta, ha costituito per chi scrive il massimo interesse del dvd, addirittura la sua ragion d’essere, e accresciuto l’attesa per le sue prossime prove sui palcoscenici italiani.
Da segnalare, con i sottotitoli di rito in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo, anche, ovviamente, in bulgaro. Guardare l’opera alternativamente con diverse traduzioni potrebbe essere un divertente corso di lingue alternativo per gli appassionati.

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2 risposte a “Attila in DVD dalla Bulgaria

  1. Gent.ma Dott.ssa Pedrotti, grazie della recensione; apprendo solo ora, con sorpresa e non senza una certa dose di terrore, dell’esistenza di questo DVD, del quale non sono stato informato e per il quale non mi è stata chiesta nessuna autorizzazione o perlomeno un parere. Da quello che ho sentito su youtube non avrei autorizzato nulla, per questo il terrore… Dal vivo hanno usato un sistema moderno, credo che si chiami elettroacustico, con risultati molto buoni, da quello che ho potuto sentire, ma ritengo che per una registrazione decente sarebbe stato necessario rivedere tutto in studio. Ora cerco una copia del DVD così vedrò lo scempio. Un caro saluto, Alessandro Sangiorgi

    • Gent.mo Maestro,
      come ho scritto era evidente che ci fossero difficoltà tecniche oggettive per cui non si poteva certo imputare a lei e ai complessi del teatro eventuali imprecisioni o intenzioni non appieno percepibili o sviluppate. Pensi che ora mi trovo a tornare su questo Attila pubblicato anche in un cofanetto di sei DVD verdiani. Terrò presente la sua testimonianza nel riascoltarlo.
      Un caro saluto a lei e in bocca al lupo
      Roberta Pedrotti

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