Lumezzane per Giacinto Prandelli

Due settimane fa, per la terza volta, ho presentato la serata in memoria di Giacinto Prandelli (1914-2010) nel teatro Odeon di Lumezzane, la sua e la mia città.

Siamo già al terzo anniversario della sua scomparsa e l’onore di aver curato gli eventi a lui dedicati dal Comune, di aver scelto cantanti, programmi, drammaturgia per me è stato un impegno dovuto nei confronti di questo grande artista. Scoprire la figura di Giacinto Prandelli è equivalso per me a scoprire l’appartenenza alla città in cui sono cresciuta (nata no, perché non c’è un reparto maternità a Lumezzane): divulgare e condividere il patrimonio culturale rappresentato da Prandelli è insieme un dovere e un privilegio e sono grata a chi ha creduto in me e mi ha affidato questa responsabilità, così come sono grata a tutte le persone che nel Comune e nel Teatro hanno condiviso questa avventura.

Ogni anno posso contare su bravissimi amici artisti, e nel ringraziare coloro che si sono esibiti voglio coinvolgere anche coloro i quali mi avevano dato una loro disponibilità non ancora concretizzatasi per l’implacabile gioco d’incastro degli impegni.

Ogni anni accolgo un gruppo di persone stupende, che trovano sempre un bell’affiatamento, che si mostrano felici di esibirsi a Lumezzane portando un po’ di quella musica che Prandelli portava per il mondo e conoscendo meglio, a loro volta, la sua figura.

Kuniko Kumagai è la nostra pianista fin dalla prima edizione, bravissima, affidabile, simpatica ed entusiasta. È stata davvero una fortuna conoscerla.

Nel 2011 hanno cantato in un grande concerto (otto arie e tre duetti) il soprano Julija Samsonova, il tenore David Sotgiu, i baritoni Riccardo Certi e Daniele Girometti. Con loro, e Kuniko, anche i pianisti Paolo Gorini e Federica Bortoluzzi.

Nel 2012 abbiamo allestito una relaborazione di Madama Butterfly con protagonista Yasko Sato, Erika Fonzar come Suzuki e Riccardo Certi quale Sharpless, una coreografia di Clara Morandi danzata da Angiolisa Fusari e il coro del Conservatorio di Brescia.

Il 14 giugno 2013, due settimane fa, abbiamo proposto una serata dedicata alla Traviata con le voci di Maria Rosaria Lopalco (soprano), Paola Cacciatori (mezzosoprano) e Roberto Lee (baritono). L’attore Andrea Manni ha rivestito splendidamente il ruolo di Alexandre Dumas attraverso una selezione dalla Dame aux camélias. E Sara Poli ci ha dato una bella mano soprattutto per la progettazione delle luci, altro elemento fondamentale per uno spettacolo ben riuscito.

Ogni anno c’è molto da imparare e ogni persona con cui abbiamo l’occasione di lavorare offre nuovi stimoli, nuovi suggerimenti, nuove prospettive. Condividere con gli artisti le sensazioni del dietro le quinte, analizzare con Maria i dettagli della sua giovanissima Violetta (sono certa che quando esordirà nel ruolo completo saprà fare grandi cose: la voce e la figura sono quelle giuste e lei ha tutte le carte in regola per emergere), sostenere Roberto nel suo maniacale perfezionismo nella correzione della pronuncia e nella comprensione del testo italiano sono tutte esperienze indimenticabili e costruttive.

Sono stata felicissima di conoscere un tecnico teatrale bravo simpatico (ed esperto d’opera) come Alberto, con il quale spero di collaborare ancora in futuro, ma un ringraziamento speciale va a mio fratello, che qualunque cosa accada, in salute o in malattia, è sempre lì, dietro le quinte, a tenere tutto sotto controllo e a gestire alla perfezione le proiezioni. Non so se abbia idea di quanto gli sono grata e che soprattutto quando lavoro sulla Traviata, la sua opera, tutto quel che faccio è sempre dedicato a lui, è a lui che penso come pubblico ideale che voglio resti soddisfatto.

L’emozione più grande, la cosa più bella, il vero banco di prova, è però ritrovare lì in prima fila lo sguardo della signora Annamaria Prandelli, la vedova del Maestro. Una donna splendida, una musicista raffinata e intelligente, dall’orecchio finissimo, che giudica con affetto ma anche con estrema puntualità. La sua attenzione per le giovani voci, il suo desiderio di sostenerle è la più bella motivazione per invitare a Lumezzane a ragazzi che lo meritano e che mai mi hanno delusa. Porto nel cuore i suoi abbracci, i suoi consigli, le sue belle parole, così come le sue osservazioni sono sempre lo stimolo più importante per migliorare.

Ora il traguardo è il centenario della nascita del maestro Prandelli. L’obbiettivo è un risultato sempre più alto, per essere degni dell’artista che ricordiamo.

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