La traviata

Un palcoscenico per giovani talenti 

II° Edizione – 2009

La traviata

Dal melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave e dal romanzo La dame aux camélias di Alexandre Dumas fils

Riduzione drammaturgica a cura di Roberta Pedrotti

Musica di Giuseppe Verdi

Violetta Valery_ Sang Eun Kim / Julija Samsonova*
Alfredo Germont_ David Sotgiu
Giorgio Germont_ Mario Cassi / Gabriele Ribis
Flora Bervoix_ Erika Fonzar **
Gastone di Letorières_ Jong Yong Choi
Marchese D’Obigny_ Italo Proferisce ***
Barone Douphol_ Gianluca Monti ****
Dottor Grenvil_ Carlo Bonarelli ****
Annina_ Laura Odorici (attrice)

Alexandre Dumas_ Renato Geremicca (attore)

Maestro concertatore e direttore_ Pierluigi Pagliarini
Regia, testi e drammaturgia_ Roberta Pedrotti
scene_ Cinzia Forte e Cristiano Cremonini
costumi a cura di Roberta Pedrotti
coreografo e primo ballerino_ Gabriele Vaccargiu

orchestra I MUSICI DI PARMA
coro T.W. Adorno di Reggio Emilia

Supervisione artistica di Cinzia Forte

Note di regia

Mettere in scena La traviata è una sfida, sempre. Lo è ancora di più se la produzione viene realizzata con poco tempo e pochi mezzi in uno spazio particolare, per quanto suggestivo e affascinante, come il Teatro Guardassoni. Nessuna buca per l’orchestra, un piccolo palcoscenico senza grandi possibilità tecniche, capienza contenuta. Uno spazio che valorizza ogni sussurro e ogni espressione, ogni minimo gesto come ogni dettaglio musicale; uno spazio che sembra nato per ospitare una vicenda intima, che si sviluppa nei salotti più che nei saloni, fra conviti amichevoli e un po’ goliardici più che fra feste sfarzose, ovvero quello che è, in fondo, il romanzo di Alexandre Dumas.

Da quello siamo partiti per porre La traviata sotto una luce nuova, per non realizzare uno spettacolo che scimmiottasse le produzioni più ricche, ma al contrario per proporre una nuova lettura di questo capolavoro muovendoci dalle sue origini. Ecco dunque la nostra piccola, intima Traviata nella quale la musica nasce dal racconto di Dumas, esattamente come nella Dame aux camélias la parabola di Marguerite Gautier ci viene restituita dalle parole di Armand Duval (alter ego dell’autore) dopo la morte di lei. Nulla è stato inventato, ma tutto nasce dall’intreccio fra il melodramma e il romanzo. Così, per esempio, Flora riprende i tratti e la personalità di Prudence Duvernoy, ma anche di Julie Duprat, l’amica che sarà vicina a Marguerite negli ultimi giorni e ne raccoglierà le lettere indirizzate ad Armand. Come nel romanzo (ma non nella pièce teatrale, nella quale evidentemente oltre a cercare una conclusione di maggior effetto patetico Dumas ambiva anche ritagliarsi un posto migliore nella vicenda della Signora delle camelie) la protagonista morirà sola, vivendo come un’allucinazione e un delirio il perdono e il conforto di Alfredo e Giorgio Germont.

Da questa idea nasce uno spettacolo che si è modellato sulle caratteristiche dei giovani interpreti e con loro è cresciuto. La Violetta di Sang Eun è differente da quella di Julija ed entrambe concorrono a restituire due aspetti di quella donna straordinaria che fu Alphonsine Plessis, umile ragazza normanna capace di divenire la cortigiana più raffinata e ambita di Parigi, ma soprattutto un mito che ancor oggi spinge molte persone a portare un fiore sulla sua tomba, al cimitero di Montmartre. Che la si chiami con il nome d’arte, plus euphonique et plus relevé, di Marie Duplessis, con quello letterario di Marguerite Gautier o con quello operistico di Violetta Valery, la Signora delle camelie ha nel nostro immaginario una posizione privilegiata fra Maria Maddalena, Thais, Emma Bovary e gli eroi che, come Achille, muoiono giovani perché cari agli dei.

Dedico lo spettacolo ai miei splendidi compagni d’avventura e a mio fratello, sperando d’aver saputo servire fedelmente la sua Alphonsine.

Roberta Pedrotti


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3 risposte a “La traviata

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