Archivi tag: Auditorium Manzoni

Michele Mariotti dirige il Requiem di Verdi a Bologna

130408_Bo_01_Requiem_01_phRoccoCasaluciRequiem di Verdi come nessun altro

servizio di Roberta Pedrotti

BOLOGNA – La musica, si sa, esiste nel momento in cui viene eseguita e interpretata. Anche un dipinto, un’opera plastica, letteraria o cinematografica ha senso nel momento in cui viene osservata e fruita da altri, ma rimane sempre uguale a sé stessa, resta una materia fissa e le variabili si concentrano nella mente e nei sensi dell’interlocutore , nelle condizioni in cui si rapporta a essa. Viceversa, per la musica, il testo scritto non è che uno strumento per l’effettiva concretizzazione dell’opera, che non sarebbe possibile senza un ulteriore medium umano e quindi mai uguale a se stesso. Con il teatro, la musica è l’unica delle arti ad avere una congenita dipendenza da due incognite variabili e la virtù dell’interprete esecutore è per l’appunto quella di imprimere il sigillo dell’unicità a ogni performance senza mai tradire l’identità dell’opera. Continua a leggere

Rudner e Baglini a Bologna

Arnold_Schoenberg_'The_Red_Look'_-_Kandinsky_1910Più di Rachmaninov poté… Rudner
servizio di Roberta Pedrotti

BOLOGNA – Parte senza slancio ma si riprende in un gran finale il terzo concerto della stagione sinfonica del Comunale di Bologna, diretto da Ola Rudner. L’aperitivo, è il Cantus in memory of Benjamin Britten di Arvo Pärt, omaggio al terzo incomodo fra Verdi e Wagner, avendo avuto Britten l’ardire – non improvvido, data la vocazione teatralissima dell’inglese – di nascere esattamente un secolo dopo i due titani ottocenteschi, e di condividerne dunque le celebrazioni centenarie. Continua a leggere

Schoenberg, Wagner, Bartok a Bologna

Arnold_Schoenberg_'The_Red_Look'_-_Kandinsky_1910 La musica scientifica di Tamayo
servizio di Roberta Pedrotti

BOLOGNA – Si muore d’amore, per amore, nell’amore perché solo chi vive può morire, solo chi muore ha vissuto. Ogni cosa esiste esclusivamente in equilibrio con il suo contrario – siano lo Yin e lo Yang orientali e l’Essere e il Non essere della dialettica presocratica – e l’amore è inteso come pura forza vitale, ciclicamente generatrice distruttrice al pari di Shiva, eros violento, astratto e carnale. Continua a leggere