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Storica edizione di Un giorno di regno torna in CD

Ancora un giorno di regno

recensione di Roberta Pedrotti
CD_Don GregorioG. Verdi
Un giorno di regno

Pagliughi, Capecchi, Bruscantini, Oncina, Delamangas, Cozzi
direttore Alfredo Simonetto

RAI 1951
2 CD Dynamic 736/1-2, 2012

Può essere la stecca di una diva il punto di forza di un CD? In un certo senso sì, perché dà lo specchio di un’epoca e dell’umanità dell’artista, per cui un incidente, che certifica la genuinità della ripresa, va considerato nell’equilibrio generale della recita e della carriera.

Apprestandomi a scrivere della ristampa curata dalla Dynamic della celebre edizione di Un giorno di regno con Bruscantini, Capecchi e Pagliughi avevo inserito quasi distrattamente i CD nel lettore, senza aspettarmi sorprese. Non ricordavo che l’allora quarantreenne Lina giungesse affaticata alla fine della cabaletta del secondo atto “Sì, scordar saprò l’infido” e sulla puntatura avventurosa che la chiude ho fatto un salto sulla sedia. Saria possibile? Possibilissimo, anche in un disco, perché non erano quelli tempi in cui ci si potevano permettere sedute e sedute di incisione e tantomeno lavoro di editing e taglia e cuci sofisticato per confezionare in vitro un prodotto senza difetti. La registrazione è fatta negli studi RAI, ma è come un documento live, è autentico, perché se riporta l’incidente riporta anche con fedeltà il meglio di quella produzione, ricordandoci che è il complesso dell’artista, non l’infallibilità meccanica, a consegnare un interprete alla storia. Lina Pagliughi dipana nei cantabili tutta la sua fine musicalità, una voce cristallina ma anche pastosa, un senso della commedia davvero gustoso (basti ascoltare il duettino “Ch’io non posso il ver comprendere”) che, giustamente, non giunge ad assimilare la Marchesa del Poggio a una Norina. È brillante, fresca ma anche più matura, per quanto iscritta nel solco di una tradizione nella quale non possono ancora trovare spazio tutta la sensualità e la consapevolezza che oggi possiamo vedere in questa giovane vedova. La strada è comunque già tracciata nei dettagli che fanno della Pagliughi una cantante storica, aliena da zuccherosi cinguettii e propensa a coniugare con buon equilibrio le caratteristiche tipiche del soprano leggero puro e un maggior lirismo e a un personale approfondimento espressivo. Al suo fianco Renato Capecchi è simpatico e signorile, cantante e dicitore capace di dare il giusto peso a ogni indicazione testuale e musicale per definire una felice caratterizzazione del regnante per un giorno Cavalier Belfiore, primo dei baritoni verdiani e figura ben articolata e complessa fra leggerezza e responsabilità. Sesto Bruscantini come Barone di Kelbar completa un terzetto eccellente, che sa fronteggiare le difficoltà dell’opera (più impegnativa di quanto non si creda per le voci) dando vita alla sua intrigante teatralità. Da vero cantante attore di classe superiore gli basta un’inflessione sottilissima per rendere tutto il sussiego aristocratico del padrone di casa e a dare così sapore agli scontri con il Tesoriere, venale parvenu. Questi, Cristiano Dalamangas, non può che soccombere, vuoi per una vocalità meno disciplinata sia per un gusto meno raffinato, pur mantenendosi nei confini d’una dignitosa professionalità. Nella coppia amorosa spicca l’Edoardo di Juan Oncina, tenore di grazia sempre godibile, dolce, garbato e pur vario e incisivo, davvero perfetto nel ruolo, ma risulta efficace e ben amalgamata al contesto la Giulietta di Laura Cozzi.

Alfredo Simonetto ha le forbici facili nello sfrondare recitativi e cassare riprese, tuttavia la sua concertazione non manca di piacevole teatralità e dinamicità. Lo spirito non manca, e sarà pure un po’ demodé: la commedia più ancora della tragedia vive nei ritmi e nei tempi dell’epoca cui si rivolge. Rispetto a sessant’anni fa il modo di dire la parola scenica, d’intendere il recitativo, di divertire e divertirsi non può che essere cambiato. Quando però c’è l’intelligenza, c’è l’arte, c’è la cultura del canto e del teatro a sostenere e motivare tutto, quello stesso teatro concepito e vivo in un determinato momento storico resta eterno e deve restarne memoria. Se poi alla memoria dell’intelligenza e dello stile si unisce anche quella di una nota venuta male, questa ci ricorda che il cammino dell’artista non è privo di difficoltà e che la grandezza nel teatro e nella musica si basa su altri, più profondi valori che non la levigata infallibilità. È lo specchio della vita: si tende a un’ideale, ma si può inciampare, non si possono evitare imprevisti, e guai se non fosse così.

Ristampa agile ed economica, utilissima per chi voglia assaggiare un momento importante della storia dell’interpretazione verdiana e di un titolo meno frequentato. Le note si limitano alla locandina e all’elenco delle tracce.

Don Gregorio di Donizetti in CD

Don Gregorio fra gli imbarazzi

recensione di Roberta Pedrotti
CD_Don GregorioG. Donizetti
Don Gregorio

Bordogna, Martirosyan, Trucco, Valerio, Scarpellini, Fratelli
direttore Carlo Montanari

Teatro Donizetti, Bergamo Musica Festival, novembre 2007
2 CD Dynamic 579/1-2, 2012

Elisir, Don Pasquale, Don Pasquale, Elisir. La produzione donizettiana sarebbe sufficientemente vasta, in ogni genere teatrale, da permettere un po’ più di fantasia qualora si volesse mettere in scena una sua opera buffa, ma in genere le alternative prese in considerazione sono al massimo La fille du régiment o Rita. Continua a leggere

La gazza ladra dal Rossini Opera Festival al CD

La gazza ladra semiseria

recensione di Roberta Pedrotti

130502_CD La gazza ladraGioachino Rossini  La gazza ladra
Cantarero, Korchak, Pertusi, Esposito, Bordogna, Custer, Papatheologou, Cifolelli, direttore Lu Jia
Rossini Opera Festival 2007 – 3 CD Dynamic 567/1-3, 2013
Questa produzione della Gazza ladra passò alla storia soprattutto per la magnifica messa in scena che,  sciogliendo il nodo di una drammaturgia assai difficile da leggere letteralmente, impose all’attenzione generale il talento formidabile di Damiano Michieletto. Ma non è solo questo e la riproposta della Dynamic, cui già dobbiamo la pubblicazione in DVD, del cofanetto audio permette di soffermarci nuovamente sui valori di quest’opera, che resta fra le maggiori rossiniane, benché la sua universale popolarità rimanga per lo più legata alla sola sinfonia. Continua a leggere

La Partenope di Vinci diretta da Florio con Prina e Schiavo: prima assoluta in CD e DVD

Partenope di Vinci in CD e DVD

recensione di Roberta Pedrotti

130502_00_Dvd_LaPartenopeLeonardo Vinci  La Partenope
Prina, Schiavo, Ercolano, Tufano, Ferrari, De Santos. Per gli intermezzi (solo in Dvd): De Vittorio, Quiza
Direttore Antonio Florio, regia Gustavo Tambascio – Murcia, aprile/maggio 2011
2 CD Dynamic CDS 686/1-2, 2012 – 2 DVD Dynamic 33686, 2012 

Doppia uscita in prima assoluta per il recupero moderno della Partenope di Leonardo Vinci: ne vale la pena perché se da un lato ci si concentrerà sul puro ascolto dell’opera, dall’altro si avrà diretta testimonianza della sua realizzazione teatrale. Una realizzazione volutamente archeologica, di quelle che faranno la gioia dei melomani tradizionalisti, che nella loro staticità e stilizzazione non offriranno particolari stimoli di vitalità teatrale a un occhio moderno, ma troveranno sempre una giustificazione nel recupero del meraviglioso barocco attraverso immagini e soluzioni suggestive, iconografia e macchinari d’epoca. Continua a leggere

Thaïs in CD

Thaïs perfetta diretta da Viotti

recensione di Roberta Pedrotti

Dvd_UnGiornoDiRegnoJules  Massenet – Thaïs
Mei, Pertusi, Joyner – direttore Marcello Viotti
Venezia, Teatro la Fenice, novembre 2002 – 2 CD Dynamic, CDS 739/1-2, 2012
Qualche anno fa era uscito, sempre per Dynamic il Dvd di questa produzione di Thaïs, che si avvaleva   di una messa in scena di Pierluigi Pizzi particolarmente ispirata nel restituire con estrema eleganza e linearità un esotismo liberty che comporterebbe un altissimo rischio di kitsch. L’esecuzione musicale non era meno rilevante e merita attenzione, oggi, l’ascolto dell’agile cofanetto Cd appena uscito. Continua a leggere