Archivi tag: Teatro Regio di Torino

Evgenij Onegin al Regio di Torino

Così fan tutte russo: tragico e romantico

di Roberta Pedrotti

Onegin

Quattro ragazzi, due sorelle, due amici, un soprano e un tenore inclini alla poesia e ai grandi ideali, un mezzosoprano (o contralto) e un baritono che, per motivi diversi, dimostrano tutt’altra indole; il crollare delle loro certezze, delle loro speranze e del loro mondo sentimentale. Se avessero incontrato un filosofo illuminista sul declinare del XVIII secolo sarebbero stati Fiordiligi, Dorabella, Fernando e Guglielmo e avrebbero amaramente riconosciuto, tornando all’ordine, che è fortunato chi “da ragion guidar si fa” e sa ridere di quel che per altri è ragione di pianto. Nell’Ottocento borghese, senza guide se non modelli letterari che scatenano epidemie di bovarismo, sono Tat’jana, Olga, Lenskij e Onegin Continua a leggere

Don Carlo per i 40 anni del Regio di Torino

Grande De Ana grande Don Carlo

servizio di Roberta Pedrotti

TrovatoreTORINO – Sarebbe ozioso proporre una distinzione qualitativa fra le diverse versioni del Don Carlos/Don Carlo, soprattutto per quel che concerne la divisione in quattro o cinque atti. Il più ampio respiro che l’atto di Fontainbleau conferisce all’opera, un grande affresco storico e umano discendente diretto del grand opéra, si contrappone alla visione più cupa e drammatica che assume la partitura aprendosi e chiudendosi nel chiostro di San Giusto, come a chiudere un ciclo funereo e senza speranza. La mancanza del duetto dell’innamoramento è tangibile, ma significativa perché in realtà esso aleggia senza sosta nel canto di Carlo ed Elisabetta: quella promessa di felicità appena sfiorata e svanita continua a echeggiare sia nei versi sia nel materiale tematico ricorrente a ogni loro incontro o soliloquio. Non ascoltarlo, ma sentirlo solo evocare, presenza persistente ed evanescente, è quasi un rimarcarne la perdita irrimediabile. Continua a leggere

Il matrimonio segreto al Regio di Torino

130408_To_03_MatrimonioSegreto_Sestetto_phRamellaGianneseUn bel Matrimonio a Torino

servizio di Roberta Pedrotti

TORINO – Se pensiamo con Calvino che ogni rilettura di un classico sia una lettura di scoperta come la prima e che d’un classico ogni prima lettura sia in realtà una rilettura, allora non possiamo non ribadire per il Matrimonio segreto lo status di classico che già, più semplicemente, gli accorderebbero storia e critica. Ad ogni ascolto si dipana con freschezza lasciandosi scoprire con immutato stupore e pari naturalezza, ma pure risveglia insieme con le memorie degli ascolti precedenti, e persino più di queste, le suggestioni letterarie di quei versi citati in corsivo nelle pagine di Stendhal, di quei caratteri e quei modi che si rinnoveranno poi in tanti capolavori segnando una tappa fondamentale nello sviluppo dell’opera buffa. Continua a leggere

La traviata a Torino

Arnold_Schoenberg_'The_Red_Look'_-_Kandinsky_1910Successo senza sorprese per Traviata
di servizio di Roberta Pedrotti

TORINO – Il teatro è una sorta di tempio laico, il luogo d’incontro e di condivisione di una comunità che ormai non è più solo cittadina. Il teatro deve accogliere e abbracciare tutto il pubblico, senza distinzioni, perché si realizzi la comunione simpatetica fra rappresentazione e uditorio, perché l’esperienza sia completa. Al teatro Regio di Torino si sta bene, la grande cavea è circondata da spazi comuni ampi e luminosi, perfettamente democratici, l’atmosfera è serena e cordiale, l’organizzazione seria ma non seriosa, rigorosa ma non rigida. Così si torna sempre volentieri anche per la ripresa di uno spettacolo di repertorio come La traviata nata nel 2009 in coproduzione con Santa Fe in vista anche di una tournée giapponese e si scoprono preziosi dettagli di una proposta che non è un semplice riempitivo di stagione, ma è studiata in tutti i dettagli senza rinunciare alla qualità. Continua a leggere

Don Giovanni a Torino

Trilogia_Romana_Respighi_d0Un grandissimo Don Giovanni
servizio di Roberta Pedrotti

TORINO – Anno 2013, ovvero Verdi e Wagner, Wagner e Verdi. Ogni tanto qualcuno si ricorda di Britten o dei bicentenari diTancredi e dell’Italiana in Algeri, qualcuno, ma è più raro, di Mascagni o Corelli. Una piacevole variazione dai temi dominanti di quest’anno di celebrazioni viene dal Regio di Torino, che, dopo Andrea Chénier e La bohème, ci offre Don Giovanni. Un grandissimo Don Giovanni, per la precisione, che nonostante la locandina già intrigante alla lettura riesce a sorprendere e superare le aspettative, grazie soprattutto alla presenza magnetica e trascinante di direttore e protagonista. Continua a leggere